Certo che ci sono posti che ti restano nel cuore.
Stasera dopo la bella serata con Mattia e Lele detto il festeggiato, immancabilmente l'ultima al park.
Questo è uno dei tuoi posti che ti ricordano chi sei.
Non è il fatto di vivere di ricordi, solo il fatto che se lo stato attuale è funzione dello stato precedente e se lo stato futuro è funzione dello stato attuale, non fa una piega (per la proprietà transitiva) che lo stato futuro sia una funzione dello stato precedente. Logico, chiaro, informatico.
Punto di partenza e punto di ritorno, avventure cominciate e finite da li.
Le prime uscite di comitiva, le prime botte prese e le prime date, la prima volta che lei ti rifiuta e la prima (e ultima :-) ) volta che tu rifiuti lei.
Scooter, macchina, bici, ci siamo sempre passati e sempre ci siamo fermati, tutte le persone che sono transitate per la mia vita 90 volte su 100 sono transitate anche da li.
Lo so è stupido riconoscersi in dei posti, però io penso che è stupido anche non farlo.
Quante volte quella cabina, quella staccionata hanno sentito discorsi di sfogo, rabbia, attesa, paura, speranza, decisioni, riconciliazioni e liti, pianti, grida, gioia, un flusso di coscienza dei sentimenti di noi tutti, noi che verginelli ci credavamo la megliò gioventù.
Noi che non avevamo padrone, noi che eravamo padroni di noi stessi.
Poi ci siamo svezzati, persi, ritrovati cambiati in un mondo che cambia ciò che vale ma non vale ciò che cambia.
Ma lui è sempre li, sempre pronto ad ospitare, coccolare, riscaldare, congelare altre generazioni di vincenti e perdenti, normali e astrusi, altri noi.
Noi che alle nove era immancabilmente sempre li, e alle sei pure e pure a qualsiasi altra ora del giorno purchè ci sia stato qualcosa da fare e se non c'era niente, pazienza, li te la giocavi in qualche maniera.
Che se non altro te la giravi da solo, passavi da lui e qualcuno ti trovava sempre.
E Vasco Liga musica da discoteca, quante volte le case che lo circondano hanno fatto da cassa di risonanza alla nostra colonna sonora.
Poi c'erano i bar, ad un tiro di schioppo da lui, perchè se non c'avevi grana, o se l'osto ti lasciava a piedi, lui ti riaccoglieva sempre, fondamentalmente generoso con chi come una puttana se la dava in un posto che ti offriva se non altro il caldo.
Gagno è la di fianco, cornice, il Rosto serve dopo l'incrocio, il cicchetto e l'ex Rendez vous un poco più in la.
Ed è come vivere in una di quelle canzoni di Liga che descrivono il Borgo, personaggi e assiomi presenti, ma assenti senza di lui.
Certo ci sono altri posti che ti si incuneano dentro, la palestra, Feltre, il palazzetto a Roma, il Naomi o quello che ci resta, la Repsol.
Ma lui è lui.
Il Primo amore
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2 giorni fa


