mercoledì 27 agosto 2008

Siam Campioni del Mondo!!!! (alias weekend con i maturati)


Ieri sorpresa alquanto gradita, fulvio, uno degli amici "storici", mi ha inviato ste due foto, rimediate un po' cosi per caso.
Impossibile non tornare indietro con la mente e avere un po' di nostalgia addosso.

Esami di maturità, tutti promossi, si parte in quattro, destinazione Jesolo, appartamento del rosto in piazza Milano.
Io col 92 in tasca, tanti progetti e tante incertezze per il futuro, un po' sognatore,
Fulvio una cosa come 68, deciso più che mai a rifarsi con l'università,
Simone, un 60 de oro, conquistato con un orale fatto di paleggi davanti al prof d'educazione fisica,
Rosto, mi pare 64, il ragioniere nei discorsi del parchetto, il muratore per scelta nella vita reale.

Lasciamo le valigie in appartamento e poi di corsa in spiaggia, una di quelle corse che vedi solo nei film, in cui anche le persone ti scivolano contro, e hai la sensazione, la netta impressione che anche il vento non possa tenere il tuo passo, coppie che ridono al nostro passaggio, genitori un po' preoccupati per l'esempio che possiamo dare al figlio, nonni con occhi lucidi che rivivono nelle nostra gesta i fasti di un'età d'oro.

La sera in capannina, nessun pensiero, nessun orario, solo Long Island, Mojito e rigorosamente Corona col limone.
Tasso alcolico oltre il limite, sia fisico che legale, ma che importa stasera non ci sono sbirri che tengono, non ci sono ragazze che provocano, non c'è niente, solo noi quattro e l'inizio dell'estate più bella.

L'Italia campione del mondo.
I White Stripes e Seven Nation Army come colonna sonora.
Notte prima degli esami il film.
"Non se preoccupi signo', son perito" la frase.

domenica 24 agosto 2008

Pomeriggio spompo di domenica

Domenica:

Quei pomeriggi in cui non hai niente da fare.
Quei pomeriggi in cui qualcosa però vorresti fare.
Quei pomeriggi in cui ti salva la palestra:


Cosa c’entra questo cielo lucido
Che non è mai stato così blu
E chi se ne frega delle nuvole
Mentre qui manchi tu

Pomeriggio spompo di domenica
Come fanno gli altri a stare su
Non arriva neanche un po’ di musica
Quando qui manchi tu

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

Cosa c’entra quel tramonto inutile
Non ha l’aria di finire più
E ci tiene a dare il suo spettacolo
Mentre qui manchi tu

Così solo da provare panico
E c’è qualcun'altra qui con me
Devo avere proprio un aria stupida
Sai come è manchi te

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare

Cosa c’entra questa notte giovane
Non mi cambia niente la tv
E che tristezza che mi fa quel comico
Quando qui manchi tu

E adesso che sei dovunque sei
Chissà se ti arriva il mio pensiero
Chissà se ne ridi o se ti fa piacere

E adesso che sei dovunque sei
Ridammelo indietro il mio pensiero
Deve esserci un modo per lasciarmi andare

Luciano Ligabue - Il mio pensiero

venerdì 22 agosto 2008

Grande Andrea!!!!

Via Corriere.it



Il protagonista

Ora Andrea il grande lotta con noi

PECHINO - Appena ricevuta la medaglia d' oro, s' è sbaciucchiato la hostess cinese, stupefatta. Ma l' Olimpiade non è il Giro d' Italia, e Pechino non è Cesenatico: non si fa. Al pubblico di casa però lo slancio è piaciuto, e dagli spalti è partito un ruggito di approvazione. Uscendo, poi, l' italiano ha pensato bene di scalare le gradinate per regalare i fiori a mamma Celestina e alla sorella. Gli addetti al protocollo e alla sicurezza hanno tentato di impedirglielo. Ma provate voi a fermare un lottatore di 84 chili che ha deciso di fare qualcosa. Così è cambiata la vita di Andrea Minguzzi, classe 1982. Cognome poco roboante, ma - poiché ha imparato a lottare dal padre - cercheremo di venderlo ai cinesi come un esempio di «dinastia Ming», versione romagnola. Non è una superstar olimpica, Andrea. Non è Nadal e Kobe Bryant. Qui a Pechino avrà il suo premio, la sua festa a Casa Italia, la sua mezza pagina (con foto) sul China Daily; e un giorno, fra vent' anni, tornerà a vedere il China Agricultural University Gymnasium dove, in una piovosa vigilia di Ferragosto, ha scoperto d' essere il più forte. Ai Giochi si assegnano 294 medaglie d' oro (altre 8 passa a ritirarle Michael Phelps), e alcune sono speciali. Questa della lotta greco-romana è tra quelle: una medaglia difficile in uno sport antico e povero, riconoscibile dall' odore. Non il profumo clorato delle piscine, non l' erba dei prati, non l' aria condizionata di scherma e ginnastica: odore di sudore, invece. E ne occorre tanto per prendere un uomo di 86 chili che resiste, staccarlo da terra e ribaltarlo. E Minguzzi, con l' ungherese Zoltan Fodor, l' ha fatto. Aveva quasi perso, e ha vinto. Lo guardo sulla materassina, a pochi metri di distanza. Gran fisico, bel sorriso, vaste orecchie. Ha un' aria da ragazzo italiano, di quelli con molta palestra e molto tempo per le ragazze. Lo ascolto dopo la vittoria, in quel curioso recinto chiamato «zona mista»: insieme a un comprensibile stupore («È un sogno, non ho ancora capito dove mi trovo») e a un certo candore («Mi fa piacere che in Italia parlino di me»), mostra una buona dose di ironia. Gli domandano come ha fatto a ribaltare l' avversario in quel modo, a pochi secondi dalla fine. Risponde: «Sono andato in palestra a 8 anni e sto in palestra 8 ore al giorno. Fate lo stesso e ci riuscirete anche voi». Bella frase. C' è tutta la rassegnazione dei campioni degli sport minori, consapevoli dell' incompetente entusiasmo intorno a loro, ma comunque riconoscenti. Meglio tardi che mai; meglio questi giornalisti cui bisogna spiegare tutto che nessun giornalista, come sarà successo tante volte uscendo da una palestra, dopo aver vinto un torneo o conquistato un titolo italiano. Ero a Seul nel 1988 quando Vincenzo Maenza vinse il suo oro, e le scene erano le stesse. I media ipnotizzati: conferma di un personaggio, ma scoperta di un mondo, di gesti e odori nuovi. La lotta greco-romana ha una sua mistica: lo scrittore americano John Irving, per due o tre libri, non ha parlato d' altro. È l' unico sport, che io sappia, praticato ufficialmente da soli uomini; e i profani - inutile negarlo - trovano sessualmente equivoche certe posizioni. Ma non si può dire ad alta voce: incompetenza e incoscienza devono lasciare il posto all' osservazione e all' ammirazione. Lo spettacolo di due che cercano di buttarsi a terra, senza calci e senza pugni, è fascinoso perché naturale. È la prima lotta di un bambino, l' ultima resistenza di un amante, lo sfogo dei muscoli adolescenti su una spiaggia. La finale l' ho vista seduto di fianco al collega del manifesto - curioso, contento e incompetente quanto me. Volevo suggerirgli un titolo - «Minguzzi lotta con noi!» - poi ho deciso di tenermelo. In fondo, è così. Andrea ha colorato d' azzurro questo pomeriggio d' agosto, e ci aiuta a sperare d' essere ancora un Paese capace di tirar fuori ragazzi così.

Severgnini Beppe

giovedì 21 agosto 2008

Riflessioni

Capita che in un assolato pomeriggio di sole di fine agosto ti siedi in una panchina.
Una di quelle classiche panchine di una qualsiasi, seppur classica, città.
E osservi il mondo scorrere attorno a te, come un immenso flusso di coscienza osservi persone, annoti pensieri e ricordi....
Inevitabile che ti ritornano in mente tante cose, ad ogni luogo associ una persona, ad ogni persona associ un film, una canzone o a volte una bestemmia.
Ci sono persone che conosci quasi per caso, le conosci così, perse per le discoteche del litorale e appena le conosci ti senti bene, non devi abituarti, non sei in imbarazzo.
Non hanno condiviso con te gli anni di fasto e gli anni di lutto ma e' come se le aspetti da sempre ed e' come se da sempre ti conoscono, sono in grado di interpretare ogni tuo gesto, ogni tuo pensiero, ogni tuo silenzio ed ogni tua parola.
E a loro non riesci ad associare nessuna canzone, nessun film perché è come se fossero la sintesi e l'unione di ogni più bella scena, di ogni più bella rima.
Come una canzone con la base scritta da zucchero, le parole da vasco e cantata dal liga.

Chissa che potere hanno su di me, chissà perchè le cerco anche se poi non riesco mai a dire tutto mi fermo sempre.

mah e' un mistero, nel frattempo continuo a stressare voi lettori e gli amici reali nei reali bar di paese!

Promessa

C'ho tante cose da scrivere e le scriverò, devo solo trovare il tempo e la voglia, perché adesso me ne vado a dormire.